Anna Forciniti, Consigliera FERPI Lazio
Si è conclusa a Roma, con una partecipazione qualificata di imprese, soci FERPI e rappresentanti del mondo della sostenibilità, la tappa romana dell’Oscar di Bilancio, premio giunto alla sua 62ma edizione e promosso da Borsa Italiana, Università Bocconi e FERPI.
Al centro del confronto, una domanda destinata a segnare il futuro delle organizzazioni: come trasformare la rendicontazione da esercizio di trasparenza a strumento di ascolto, relazione e costruzione della fiducia?
Per anni il reporting è stato interpretato come un punto di arrivo, un luogo di sintesi chiamato a raccogliere risultati, dati e obiettivi raggiunti. Oggi questo paradigma mostra tutti i suoi limiti. Nella stagione della Twin Transition, dove sostenibilità e trasformazione digitale si intrecciano, la rendicontazione sta assumendo una funzione diversa e più ambiziosa: non limitarsi a descrivere il cambiamento, ma contribuire a generarlo.
È attorno a questa evoluzione culturale che si è sviluppata la tappa romana del Roadshow nazionale dell'Oscar di Bilancio 2026, ospitata presso l'Auditorium Deloitte e promossa da FERPI Lazio sul tema "Tracciare il futuro. Il reporting al centro della Twin Transition". Un confronto che ha riunito esperienze diverse provenienti dal mondo delle imprese, del non profit e dell’innovazione, attorno ad una affermazione condivisa: la qualità della rendicontazione dipende sempre più dalla qualità dell’ascolto che la precede.
Ad aprire i lavori sono stati Daniela Bianchi, Vicepresidente FERPI, e Gianfranco Recchia, Partner Deloitte & Touche. Un avvio che ha posto subito l’attenzione sul ruolo strategico della comunicazione nel trasformare la rendicontazione in uno spazio di confronto permanente tra organizzazioni e stakeholder.
“La rendicontazione rappresenta anzitutto una scelta di governance e responsabilità”, ha osservato Daniela Bianchi. “È una dichiarazione pubblica di identità, un modo per rendere leggibili decisioni, impegni e impatti prodotti su territori e comunità. Una prospettiva che assegna ai noi professionisti della comunicazione e delle relazioni pubbliche una responsabilità crescente: dare significato ai dati, costruire contesti di comprensione, favorire partecipazione”.
Gianfranco Recchia ha indicato nell’ascolto attivo uno degli elementi distintivi della rendicontazione contemporanea. “In uno scenario caratterizzato da aspettative sempre più articolate da parte di cittadini, investitori, istituzioni e comunità locali, la capacità di ascoltare in modo strutturato diventa una componente essenziale della qualità decisionale e dell’accountability organizzativa.”
Un saluto alla platea è arrivato anche da Enrico Gazzaniga, CEO Deloitte & Touche: “Anche quest’anno abbiamo scelto di sostenere l’Oscar di Bilancio, perché crediamo che la qualità della rendicontazione rappresenti un indicatore della serietà con cui un’impresa affronta le proprie responsabilità. Come Audit & Assurance, conosciamo bene il valore di informazioni affidabili, complete e trasparenti, soprattutto in un contesto in cui le dimensioni finanziarie e di sostenibilità sono sempre più interconnesse. In quest’ottica l’Oscar di Bilancio ha il merito di valorizzare le organizzazioni che investono nella qualità della propria rendicontazione, incoraggiando un confronto sulle migliori pratiche e sull’evoluzione degli standard di trasparenza”.
Il primo confronto della serata ha visto dialogare Giorgio Giordani, Presidente di Spencer & Lewis e socio FERPI, e Francesca De Rosa, Responsabile Governance & ESG di Rai.
Nel racconto di De Rosa, il reporting emerge come l’esito di un processo continuo di confronto con la società civile. Analisi di materialità, indicatori ESG e attività di stakeholder engagement non rappresentano solo strumenti di misurazione, ma occasioni concrete per verificare nel tempo la tenuta del patto di fiducia tra il servizio pubblico e i suoi interlocutori.
Tra i passaggi più significativi del confronto, quello dedicato al valore delle parole. “La sostenibilità richiede anche linguaggi capaci di rendere accessibili temi complessi e accompagnare l’evoluzione culturale della società”, ha sottolineato De Rosa. “Dal Glossario della sostenibilità sviluppato insieme a FERPI e ASviS al lavoro dedicato ai temi della disabilità e dell’inclusione, la sfida consiste nel dare forma a un racconto pubblico che passa tanto dai programmi di approfondimento quanto dalle narrazioni quotidiane che entrano nelle case di milioni di persone”.
Moderato da Giordani, il panel centrale ha riunito prospettive differenti ma accomunate da una stessa esigenza: restituire valore agli stakeholder attraverso forme di rendicontazione sempre più trasparenti, comprensibili e partecipative.
Niccolò Contucci, Segretario Generale della Fondazione Bambino Gesù, ha ricordato: “Nel mondo non profit la fiducia è il capitale più prezioso. Per questo il bilancio sociale non può limitarsi a raccontare ciò che è stato realizzato. Deve spiegare con chiarezza quale cambiamento si intende generare e perché le persone dovrebbero scegliere di sostenerlo. In questa prospettiva, gli strumenti digitali sono un alleato decisivo per rendere la trasparenza più accessibile e immediatamente fruibile.”
Carlo Mussi, Responsabile Risks, Compliance & Sustainability di Acea Ambiente, ha evidenziato: “Il successo delle infrastrutture ambientali dipende sempre più dalla capacità di instaurare un dialogo credibile con le comunità locali. La sostenibilità passa dalla comprensione reciproca: rendere leggibili processi industriali complessi, spiegare gli investimenti, mostrare i risultati e dare conto delle innovazioni introdotte”.
Una riflessione ripresa anche da Imma Romano, Direttrice Relazioni Istituzionali di Codere Italia e socia FERPI: “La fiducia e la credibilità si consolidano anche attraverso comportamenti coerenti e iniziative in grado di generare valore per le comunità. Progetti come In nome della Legalità e Innamòrati di Te sono un esempio concreto di come un’impresa possa contribuire alla promozione di cultura, legalità, inclusione e responsabilità sociale, trasformando il dialogo con il territorio in un elemento strutturale della strategia. Mettere in campo best practice come lo sportello ASL a Maddaloni, consente di rinsaldare ulteriormente i rapporti con Istituzioni e territorio.”
Il dibattito ha attraversato anche il mondo dell’innovazione grazie al contributo di Renato Giacobbo Scavo, CEO di CrestOptics, una realtà ad alta intensità tecnologica. La storia dell’azienda romana dimostra come la sostenibilità possa rappresentare un acceleratore di crescita, non soltanto perché investitori e mercati richiedono standard ESG sempre più avanzati, ma perché il reporting può aiutare a raccontare forme di valore che sfuggono alle normali metriche economico-finanziarie.
“Collaborazioni scientifiche internazionali, pubblicazioni scientifiche abilitate dalle tecnologie sviluppate dall'azienda rappresentano dimensioni decisive della nostra crescita che raccontano la competitività del nostro ecosistema territoriale ben oltre i tipici indicatori di bilancio”, ha spiegato Giacobbo Scavo. “Ma forse l’indicatore che più di tutti restituisce la portata del nostro impatto, si lega alle persone ed è la capacità di riportare in Italia ricercatori attivi in prestigiosi centri di ricerca internazionali”.
Nelle conclusioni, Giorgio Giordani ha ricondotto i diversi contributi a un file rouge comune: “La rendicontazione è diventata un processo di ascolto attivo capace di trasformare fiducia e trasparenza in valore condiviso. Perché oggi la fiducia non nasce dalla dichiarazione di un principio. Nasce dalla prova, ripetuta nel tempo, di saper ascoltare”.
Una riflessione raccolta da Serena Bianchini, Delegata FERPI Lazio, che ha individuato nella partecipazione e nel confronto della serata il segno di una trasformazione culturale già in atto: “Stiamo vivendo il passaggio da una rendicontazione concepita come documento conclusivo a una intesa come processo aperto, capace di rafforzare il dialogo e accompagnare il cambiamento”.
È questo il messaggio che ci ha restituito con chiarezza la tappa romana dell’Oscar di Bilancio: nella Twin Transition, il valore del reporting non dipende più soltanto dalla capacità di misurare e rendicontare gli impatti, ma dalla sua attitudine a mettere in relazione dati, decisioni e aspettative. Perché ciò che oggi viene chiesto alle organizzazioni non è semplicemente spiegare cosa fanno, ma dimostrare di saper comprendere il contesto in cui operano e le persone a cui si rivolgono. Perché la fiducia non nasce dalla quantità dei dati comunicati, ma dalla qualità dell’ascolto che li rende significativi.